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Sovranità alimentare: cos’è e cosa significa

La nascita del nuovo ministero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare ha sollevato molte curiosità e altrettanti interrogativi. Ma cosa è davvero la sovranità alimentare e dove affonda le sue radici?

Il concetto di sovranità alimentare è stato lanciato per la prima volta dal movimento internazionale Via Campesina, durante la sua Conferenza internazionale svoltasi a Tlaxcala, in Messico, nell’aprile del 1996. Esso nasce come proposta in contrapposizione al modello neo-liberale del processo di globalizzazione delle imprese, fornendo una chiave per la comprensione della governance internazionale sull’alimentazione e l’agricoltura. In particolare, la sovranità alimentare è stata proposta in risposta al termine “sicurezza alimentare” utilizzato dalle ONG e dai governi sui temi di alimentazione e agricoltura.

In sostanza “La sovranità alimentare è il diritto dei popoli a un cibo sano e culturalmente appropriato, prodotto con metodi ecologicamente corretti e sostenibili, e il loro diritto a definire i propri sistemi alimentari e agricoli. Mette coloro che producono, distribuiscono e consumano cibo al centro dei sistemi e delle politiche alimentari piuttosto che le richieste dei mercati e delle aziende. Difende gli interessi e l’inclusione della prossima generazione. Offre una strategia per resistere e smantellare l’attuale regime commerciale e alimentare aziendale e dà indicazioni per i sistemi alimentari, agricoli, pastorali e della pesca determinati dai produttori locali. La sovranità alimentare dà priorità alle economie e ai mercati locali e nazionali e potenzia l’agricoltura guidata dai contadini e dalle famiglie, la pesca artigianale, il pascolo guidato dai pastori e la produzione, distribuzione e consumo di cibo basati sulla sostenibilità ambientale, sociale ed economica”,  come descritto nella Dichiarazione di Nyélén

Il cambio di nome del Ministero ha causato molte polemiche. C’è chi lo ha accolto con sarcasmo, chiedendosi se saranno messi al bando i cibi provenienti dall’estero, e chi invece lo ha criticato pesantemente per via delle associazioni con la politica conservatrice di Giorgia Meloni e della coalizione di destra.
Associazioni di settore come Coldiretti hanno comunque accolto positivamente e hanno letto dietro questa svolta l’intenzione di destinare più fondi a tutelare i produttori locali e il patrimonio alimentare Made in Italy.

 

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